Nel 1984, durante un'escursione al monastero di S. Leonardo poco sopra le gole dell'Infernaccio sui Monti Sibillini, un piccolo gruppo di ragazzi improvvisò a quattro voci il “Signore delle Cime” suscitando in Padre Pietro Lavini, ammirazione ed incoraggiamento a proseguire. Tre anni più tardi quel piccolo coro che cantava con tanto entusiasmo, con l’aiuto di altri amici divenne “La Cordata”, una  formazione maschile, composta da 30 elementi, che attraverso lo studio del canto della montagna, alpino e popolare, si ritrovano per la gioia di cantare insieme. Nasce il 29 maggio 1987 a Montalto Marche, un centro ricco di storia e tradizioni musicali, situato sulle verdi colline dell’entroterra marchigiano, poco distante dalla catena dei monti Sibillini. L’8 dicembre dello stesso anno nella Chiesa S. Maria in Viminatu di Patrignone, Don Tiberio Caferri battezza il neonato coro nel suo primo concerto, Renato Cacciamani ne inventa  il nome realizzando graficamente lo stemma e trenta timidi coristi in pantaloni neri e maglione rosso, presentati da Patrizia Serafini intonano il primo canto “Sul Ponte di Perati”, nell’armonizzazione di Don Fernando Morresi. Trascorrono 25 anni ed il coro montaltese, definito fiore all’occhiello della coralità marchigiana, maturando progressivamente la preparazione musicale, partecipa ad oltre 250 importanti concerti e rassegne corali in varie città italiane e straniere, riscuotendo ovunque unanimi consensi di pubblico e di critica, con giudizi positivi di  illustri personaggi della coralità italiana come Giorgio Vacchi (Coro Stelutis Bologna), Mario Lanaro (Coro Brigata Alpina Julia), Gianni Malatesta (Coro Tre Pini Padova), Bepi De Marzi (Coro I Crodaioli” Arzignano), Silvio e Mauro Pedrotti direttori del coro della SAT di Trento.
 
E’ ancora vivo il ricordo di quella magica  serata gelida di dicembre con il calore dell’entusiasmo e della gioia di cantare che ha conservato nel corso di un quarto di secolo trascorso in corale armonia. I coristi e gli amici scomparsi Pino Guerra, Pompilio Mariani, Renato Cacciamani, l’instancabile Fernando Candidori e  l’indimenticabile Don Tiberio a cui va il merito di aver stimolato la  fondazione di ben tre reatà corali (Gruppo Corale Montefiore, Coro La Cordata, Corale S. Maria in Vimunatu) organizzando per la prima volta nel 1973 il concerto della corale “Cogne” di Aosta e successivamente altre esibizioni di formazioni corali di prestigio, creando desiderio di far coro in un ambiente già fertile per le antiche tradizioni musicali presenti nel territorio montaltese.


L’attività di questi 25 anni è prestigiosa e ricca di tappe significative. L’organizzazione nel terzo sabato del mese di maggio del Festival degli Appennini, manifestazione nazionale di canti della montagna, alpini e popolari, vede la partecipazione del meglio della coralità popolare, come i Crodaioli di Bepi De Marzi e il Montevenda - Tre Pini di Gianni Malatesta. Riecheggiano ancora sulle volte della Cattedrale Sistina le note del coro della SAT, nel concerto memorabile del 25 ottobre 1997.

Il confronto con realtà vocalmente e culturalmente differenti permette la crescita graduale con conseguenti trasferte in Abruzzo, Lazio, Toscana, Umbria, Piemonte, Emilia Romagna, ma soprattutto in Veneto, Friuli, Trentino, dove sono radicate le tradizioni  popolari, dove le vicende belliche della prima Guerra Mondiale sono state vissute dal popolo in prima persona  ed hanno alimentato le storie narrate nei canti che fanno parte del repertorio. In particolare 6 volte nelle Dolomiti: sull’alta Valle del Cordevole nella cittadina di Arabba, sotto le Pale di San Martino a Fiera di Primiero, in Val di Fiemme e Fassa, nelle località di Tesero, Predazzo, Pozza e Canazei, in altre città italiane come Torino, Castelfranco Veneto, Roma, L’Aquila, Pescara, Vasto, Pontevalleceppi, Urbania, Fabriano, Atri, Matelica, Iesi, Leonessa, Visso, Norcia, Pievebovigliana, Tolentino, Civitanova Marche, Potenza Picena, Serra S. Quirico, Montecchio Emilia, Bagni di Lucca, Pesaro, Castello di Orciano, Ancona, Ascoli Piceno, Fermo, Urbania, Nocera Umbra, Piobbico, Fermignano, S. Angelo in Vado, Macerata, Montecchia di Crosara, Avio, Agliè, Padergnone, Volano, Vergato, Bobbio, Azzano Decimo e Laives in Alto Adige, dove riceve parole di stima da Lino Zanotelli, baritono storico della SAT e da Tone Valeruz, numero uno dello sci estremo.
Oltreconfine realizza due tournè, in particolare nella capitale ungherese di Budapest e a Wolfsberg nella regione della Carinzia austriaca. In diretta su RAIUNO partecipa alla trasmissione “Utile e Futile”, condotta da Sebastiano Somma e Monica Leofreddi e registra una puntata di “Andar per cori”, trasmessa dalla sede regionale della RAI di Ancona, con la conduzione di Terenzio Montesi. Entusiasmante l’esibizione insieme al coro della Brigata Julia, davanti ai mille spettatori del Teatro Verdi di Pordenone, tra  Piave e Tagliamento, nel cuore della storia d’Italia, così come l’esecuzione della Leggenda del Piave nella Sala del Tricolore e nell’Aula Magna dell’Università di Reggio Emilia alla presenza di Mauro Camisa, Gianni Lorenzi, Riccardo Giavina e Giovanni Veneri.

Toccante la partecipazione alla consacrazione del monastero di S. Leonardo dei Sibillini, dove intona la lauda “Fratello Sole e Sorella Luna”, armonizzata ed espressamente dedicata al messaggio d’amore che  Padre Pietro  sta innalzando  al cielo ed alla figura di  Padre Angelo Api, il frate scomparso nella Basilica Superiore di Assisi sotto il  crollo della volta durante il sisma del 1997 e  conosciuto appena una settimana prima proprio a S. Leonardo. Il coro lo ha voluto ricordare quando ha animato la S. Messa ad Assisi nella  Basilica Inferiore di San Francesco.

Così come commovente l’esecuzione nelle commemorazioni della tragedia di Longarone del canto Vajont, scritto per l’occasione e donato alla cittadinanza. Particolarmente sensibili i coristi più giovani verso i canti degli Alpini, eseguiti in Cattedrale in un percorso storico musicale “Dalle Cantorie degli Antichi Organi, alle Trincee della Grande Guerra”, insieme all’organista Mario Lanaro ed al Coro dei congedati  della Brigata Julia, partendo appunto dai versetti in Gregoriano, alternati all’antico organo restaurato “Sebastiano Vici” per la Missa cum Jubilo dedicata alla Madonna, per poi arrivare ai canti nati nella Prima e Seconda Guerra Mondiale, mentre sullo schermo vengono proiettate diapositive a tema. Con la collaborazione degli amici della corale di Patrignone, organizza il 26 dicembre  “Capanna Sanda”. Questo termine potrebbe sembrare un errore grammaticale ed invece è la storpiatura dialettale di una frase del canto popolare natalizio marchigiano più conosciuto “Natu natu Nazzarè”. I due cori nell’organizzare una Rassegna di Canti Natalizi della Tradizione Popolare scelgono questo passo, come suggestivo ed immediato titolo della manifestazione, inserita nella più ampia ottica del Puer Natus Est, un calendario regionale  di eventi corali legati al Natale, curato  dalla commissione artistica dell’ARCOM (Ass. Reg. Cori Marchigiani), in collaborazione con  vari enti  locali come l’Amministrazione Comunale  di Montalto Marche. Un fiore all' occhiello per il coro, un momento di crescita per tutti i coristi rimane senza dubbio l’esibizione a Nocera Umbra con il coro Euridice di Bologna, diretto da Pierpaolo Scattolin, così come l’esecuzione a Fermignano insieme al coro Montevenda di Galzignano di Gianni Malatesta.

Altra esperienza significativa è la registrazione di un video pubblicitario per un organo liturgico Roland Classic, presentato alla fiera di Francoforte e che fa il giro del mondo nelle varie show rooms.

Il successo del coro non è casuale, ma frutto dell’impegno dei coristi e della mano competente del proprio maestro, appassionato frequentatore della montagna e della coralità trentina. Il coro ha recentemente rinnovato l’organico, con l’inserimento graduale di giovani leve, motivate e ricche di entusiasmo che lasciano intravedere un futuro ricco di soddisfazioni e di bei momenti di vita corale.

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